Non sono fuori di testa, il titolo è decisamente veritiero. E' una di quelle vicende storiche che all'apparenza sembrano non avere alcun peso epocale, insomma nulla a che vedere con le Guerre Mondiali. E invece, nella loro apparente irrilevanza, celano i motivi precursori di tradizioni e modi di fare tuttora vigenti.
Ecco come sono andati i fatti;
intorno al XVI secolo, Perugia giocava un ruolo importante nel centro Italia, all'interno dello Stato Pontificio, dal quale però era ufficiosamente indipendente. Per questo, il Papa Paolo III decise di rimpinguare le casse clericali, impoveritesi a causa del protestantesimo che aveva sottratto fedeli (cioè denaro, era il periodo delle indulgenze), proprio a scapito dei Perugini.
Paolo III, infatti, impose ai cittadini di Perugia, in lotta a causa di una faida interna alla famiglia Baglioni che, de facto, governava la cittadina umbra, l'acquisto del sale presso le saline dello Stato Pontificio e non più presso quelle di Siena. Ovviamente il bellicoso popolo perugino rifiutò l'ingiunzione papale scatenando le ire di quest'ultimo, che si trasformarono in una insolita guerra durata ben 2 mesi, la GUERRA DEL SALE, vinta dallo stato Pontificio.
I poveri Perugini sconfitti persero ufficialmente l'indipendenza politica dallo Stato Pontificio, ma orgogliosi, decisero di fare a meno del sale, pur di mantenere viva, almeno intellettualmente, la loro indipendenza dallo Stato Pontificio. Un gesto eroico, di rottura più che mai eloquente.
Pane sciapo pur di non comprare il sale dal Papa, ditemi voi se non è rivoluzione questa!?!?
La panificazione senza sale diventa, così, a mio parere, uno dei primi gesti rivoluzionari che la Storia ricordi!
E' come lo sciopero dei lavoratori della FIAT, o come il blocco del traffico per limitare le emissioni di CO2. Si combatte dall'interno un sistema del quale si è involontariamente e necessariamente schiavi, ma dal quale si vuole essere indipendenti.
Utilizziamo le automobili però le combattiamo per difendere l'ambiente; combattiamo lo sfruttamento del lavoro ma dobbiamo lavorare.
I Perugini a causa della guerra divennero politicamente parte integrante dello Stato Pontificio, ma continuarono a combatterlo col pane sciapo, cioè non comprando dalle saline pontificie dunque non versando denaro nelle casse del Vaticano. E in quel periodo decisamente era una gran perdita di denaro; il sale era una delle risorse primarie da cui ricavare profitti.
Quindi da oggi, quando e se mangerete pano sciapo, fatelo con più orgoglio!
Continua a leggere!
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mercoledì 20 aprile 2011
IL PANE SCIAPO: UN RISULTATO STORICO
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lunedì 21 marzo 2011
TRADIZIONI FUTURE
Indro Montanelli sosteneva che "un popolo che ignora il proprio passato non saprà nulla del proprio presente" e aggiungo io, non potrà costruire il proprio futuro.
Parto da lontano, dal globale, per giungere al particolare, al mio pensiero.
Per un popolo qualsiasi, ed in maniera accentuata per una minoranza quale è la nostra comunità, il passato gioca più che mai un ruolo fondamentale nel processo per la determinazione del presente e del futuro. Il passato funge da àncora, da punto inesorabilmente fermo da cui partire; e farlo rivivere, ricordarsi di esso non vuol dire avere mancanza di lungimiranza, di inventiva, di iniziativa; non è sinonimo di paura del futuro. Rivivere il passato vuol dire ripercorrere periodi storici, vuol dire dare risposte a quelle domande arcane, ma fondamentali che stanno alla base delle strutture attuali che si proietteranno nel futuro. Rivivere il passato per non morire, insomma.
Ripercorrere il passato significa delineare i connotati di una società, unendo in un unico filo temporale tre diversi momenti passato-presente-futuro (rivivere il passato per vivere un presente migliore che conduca ad un futuro ancora meglio); più o meno come leggere una carta d'identità, in cui sono riportati i dati significativi da cui partire per la definizione di un popolo e per il suo progresso.
Ecco perchè ritengo che mantenere vive le tradizioni popolari, che sono la proiezione nel presente del passato, non sia segno di volgare divertimento (panem et circenses), ma sia crocevia inevitabile per il mantenimento in vita di un popolo, nonchè dimostrazione di riconoscimento del valore della propria cultura; così l'America festeggia ancora halloween o in Irlanda festeggiano ancora San Patrizio; in Germania si gode durante l'Oktober fest ecc. ecc.
Per questo ho voluto intitolare questo pensiero "tradizioni future", perchè nel processo di miglioramento della vita, ricordare il passato diventi un momento inevitabile e fondamentale; il tempo che fu si offre come termine di paragone per il confronto epocale, da cui imparare, purchè esso venga mantenuto vivo!
E allora, riportando un attimo lo sguardo all'incipit del testo, l'amarezza provata scaturisce dalla tradizionale festa dei fuochi di San Giuseppe, che, ahimè, quest'anno non è stata degna delle precedenti edizioni. La vera anima tradizionale della festa non è veuta fuori, è rimasta un pò impigliata in chissà quale ostacolo.
Sia chiaro, non sto puntando il dito contro nessuno, ma da nostalgico sentivo il bisogno di esternare questo pensiero, con la speranza che possa servire da monito!!
Consideriamolo un appunto, di quelli marcati dal N.B., che è meglio non ignorare (senza presunzione ovviamente).
PS: spero di non aver deluso le aspettative di chi magari attendeva motivazioni diverse per il mio ragionamento sul valore del passato. (I fiori nascono anche dal letame).
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